Lo stupefacente codice Grasso

Colpisce l’occhio di Pietro Grasso: impaurito, inerme, ricorda quello che nel “Chien andalou” Dalí e Buñuel fecero affettare da una lametta, una scena fra le più spaventose della storia del cinema. L’ex procuratore nazionale antimafia e capolista del Pd al Senato in Lombardia era l’altra sera ospite di “Porta a Porta”. Invitato a dire cosa pensasse della proposta di Berlusconi di restituire in caso di vittoria l’Imu del 2012, se n’è uscito con una cosa più stupefacente della proposta stessa: è voto di scambio, ha detto.
15 AGO 20
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Colpisce l’occhio di Pietro Grasso: impaurito, inerme, ricorda quello che nel “Chien andalou” Dalí e Buñuel fecero affettare da una lametta, una scena fra le più spaventose della storia del cinema. L’ex procuratore nazionale antimafia e capolista del Pd al Senato in Lombardia era l’altra sera ospite di “Porta a Porta”.
Invitato a dire cosa pensasse della proposta di Berlusconi di restituire in caso di vittoria l’Imu del 2012, se n’è uscito con una cosa più stupefacente della proposta stessa: è voto di scambio, ha detto. Berlusconi non se ne rende conto, ma certe situazioni se le va a cercare, la sua proposta vìola l’articolo n. 96 del Testo unico della legge elettorale che punisce con la pena da uno a quattro anni chiunque, per ottenere il voto, offra o prometta denaro. E a identica pena punisce l’elettore che lo accetti. Ora della proposta del Cav. si può dire che sia demagogica, insensata, cervellotica, fantasmagorica, tutto tranne che non sia legale. Evidentemente Grasso ha ancora la testa rivolta all’indietro, si sente uno messo lì. Il Cav. non sta distribuendo scarpe e pasta per avere voti: da possibile capo di governo ha preso un impegno erga omnes, verso gli italiani tutti. E’ lo stesso reato di chi promette reddito garantito, aumenti salariali, mutui agevolati, finanziamenti pubblici: ovvero nessuno. La politica è un mestieraccio. Per farlo bene, occorre quanto meno mettere da parte i codici e formarsi su altri testi, ad altre scuole, dove si insegna che in democrazia non c’è elezione, non c’è voto in cui tra classe e classe, tra gruppo e gruppo, tra individuo e individuo, non ci si scambino promesse, impegni, in ultima analisi soldi, allo scopo di soddisfare interessi.